L’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva | relazione | coregolazionePaolaUmaIntelligenzaEmotiva

Il termine “emotional intelligence” è stato introdotto per la prima volta nel 1990 dagli psicologi P. Salovey e J.D. Mayer nel loro articolo Emotional Intelligence.

Il concetto è poi diventato noto al grande pubblico grazie a D.Goleman, che nel 1995 lo ha ampliato e divulgato con un libro, proponendo : motivazione, empatia, abilità sociali.

Perché è rilevante oggi? Perché è considerata cruciale in:

  • leadership (essere una guida) e gestione dei team (gruppi di più soggetti)
  • negoziazione e comunicazione
  • gestione dello stress
  • relazioni
  • apprendimento e motivazioni 

e infatti il WEF include l’intelligenza emotiva tra le competenze fondamentali, nei suoi elenchi di Future Skills, insieme a pensiero critico, problem solving complesso, creatività e gestione. L’intelligenza emotiva viene considerata come una competenza trasversale che favorisce adattabilità e resilienza in contesti di rapidi cambiamenti.

E cosa comprende l’intelligenza emotiva?

la percezione delle emozioni stesse, saper riconoscere i segnali delle emozioni:  nelle espressioni, nello sguardo, nella voce, nel comportamento.

saper cogliere le cause sia positive sia negative, le sfumature, la fluttuazione delle emozioni (arousal)

saper  sollecitare emozioni per facilitare pensiero, creatività e problem solving (turn that frown upsidedown) e regolarle  per non esserne in balìa.

Le emozioni hanno un potere incredibile: chi non riesce a gestirle rischia di esserne travolto, mettendo a repentaglio salute e felicità. Bacon A. Dawson 2011

E in cinofilia? per il cane emozioni ed esperienze emergono potenti oltre a motivazioni, relazione, autocontrollo, autonomia, competenza, interconnessione, co-regolazione.

Il passaggio ad una cultura cognitivo-relazionale ha trasformato sia l’educazione degli umani sia quella dei cani. L’intelligenza emotiva diventa così una competenza bidirezionale: serve agli umani per rispettare i propri amici e serve ai cani per vivere in un mondo umano complesso.

Si deve infatti considerare un continuo aumento delle complessità sociali e sia ai cani sia agli umani viene richiesto di gestire ambienti iperstimolati, di collaborare in contesti variabili e di adattarsi.

L’intelligenza emotiva diventa quindi una competenza funzionale. Non è una plus-dotazione, è NECESSARIA e viene favorita dalla connessione e dalla relazione : una strategia di adattamento che permette di funzionare in situazioni complesse.

Un soggetto , cane o umano, non è un contenitore da riempire o da disciplinare, bensì un individuo con bisogni neurofisiologici che guidano comportamento, percezione e relazione.

L’intelligenza emotiva è un prodotto del ventrovagale attivo.

Il ventrovagale è la base fisiologica dell’intelligenza emotiva:
solo quando il sistema è in sicurezza sociale, l’individuo (umano o cane) può: leggere segnali , regolare emozioni , prendere decisioni non impulsive , collaborare , apprendere.

Paola Santinello EsCAC www.socialdogs.it

 

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