🍿Troppo rumore, poca informazione 
Nel lavoro sul comportamento, il problema non è mai la mancanza di gentilezza, ma l’eccesso di segnali inutili.
La sycophancy è esattamente questo: un riempitivo emotivo che l’umano usa per sentirsi “in controllo”, mentre al cane arriva solo confusione. Quando il segnale perde coerenza, il pattern si spezza e la fisiologia prende il sopravvento.Sycophancy significa letteralmente “adulare per compiacere qualcuno”: è l’opposto dell’ascolto autentico. Non è relazione, è convenienza. Nel rapporto cane–umano la sycophancy si manifesta così:
- l’umano che loda eccessivamente, parla troppo e non trasmette informazioni utili al cane
- l’umano che riempie di “bravo” il cane a sproposito, abusando di coccole e babytalk
- l’umano che non regge il silenzio e lo riempie per non vedere ciò che accade davvero
- un uso di presunta gentilezza (spesso passivo‑aggressiva) come anestetico, non come informazione emotiva
Perché parlare troppo è inutile? Perché il cane non necessita di adulazione: ha bisogno di informazioni chiare, coerenti e leggibili. L’eccesso di parole e contatto fisico produce saturazione, non co‑regolazione. Diventa rumore. Il cane non capisce “quanto è bravo” l’umano: capisce come si muove, come respira, cosa fa nelle diverse situazioni. La sycophancy è un rumore aggiuntivo che l’umano sovrappone al rumore del mondo: segnali ridondanti verbali, tattili e prossemici non finalizzati alla regolazione. Servono solo a dare un’apparenza di controllo all’umano.
A livello somestesico, lodi eccessive, parole senza senso e ipercontatto generano iperstimolazione tattile e acustica. Il cane riceve un flusso di input inutili, non informativi, che non modulano il tono vagale e anzi lo alterano. L’umano sycophant invade lo spazio informativo e fisico del cane con parole e gesti senza direzione, senza obiettivi, senza guida. Il cane perde orientamento operativo.
La lettura richiede un pattern: la sycophancy lo rompe. Senza ritmo, senza pause, senza segnali discriminanti, senza routine e rituali, l’apprendimento delle situazioni diventa impossibile. L’umano diventa inaffidabile. Le parole diventano rumore di fondo, incoerenti con gesti e movenze: il pattern somestesico perde coerenza e quindi valore predittivo. Le aspettative del cane non hanno piĂą stabilitĂ nĂ© positivitĂ . A livello di TPV [Teoria Polivagale introdotta dal Prof. Porges, PolyVagalTheory], la sycophancy è un tentativo dell’umano di mantenersi in un ventrovagale apparente, non reale. Il cane percepisce la discrasia: il corpo comunica attivazione, la voce comunica falsa sicurezza.Â
Come? Il cane è un caso unico nel mondo non-umano: gli studi confermano che la selezione ha favorito soggetti capaci di leggere la parte superiore del volto umano [FaCS & Dog FaCS].Â
Nessun’altra specie non-umana mostra questa specializzazione di lettura inter‑specifica :il cane non valuta un singolo sorriso umano, valuta la coerenza fisiologica del volto.
Se la bocca sorride ma gli occhi non mostrano attivazione ventrovagale, il cane registra incongruenza del segnale e classifica l’espressione come non autentica, non affidabile. L’ assimetria comunicativa dell’umano genera instabilitĂ e sfiducia, con aumento dell’insicurezza, della reattivitĂ fight/flight e generando:
- saturazione sensoriale
- ambiguitĂ informativa
- riduzione della finestra ventrovagale
- comunicazione incoerente
- perdita di orientamento e affidabilitĂ del referente umano
Le parole inutili riempiono il vuoto cosmico invece di costruire la relazione. Ed è proprio qui che la CNV diventa decisiva: il cane non segue ciò che dici, ma ciò che fai, come ti muovi, come respiri. La relazione si costruisce nella coerenza somestesica, non nel verbale.
Paola Santinello
Esperto Cinofilo nell’ Area Comportamentale (EsCAC)
in conformità alla norma UNI 11790 Professionista certificato FAC Certifica n° 108
www.socialdogs.it

